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La piazza si apre maestosa ai piedi del Pincio, espressione compiuta delle regole urbanistiche di rinnovamento della città del periodo barocco, che vogliono dare risalto gli assi viari corrispondenti ai percorsi delle classi privilegiate. La sua sistemazione definitiva agli inizi del XIX secolo si deve a G.Valadier che ne progettò anche la rampa a terrazze che la congiunge al Pincio.
Di forma ellittica, presenta sull'asse minore due esedre (emicicli) ornate al centro da fontane con gruppi scultorei e alle estremità da quattro statue che raffigurano le stagioni. Al centro del lato Nord si trova la Porta del Popolo a tre fornici con l'interno disegnato dal Bernini e l'esterno realizzato da Nanni di Baccio Bigi su disegno, si presume, di Michelangelo. Sul lato opposto della piazza, allo sbocco del famoso tridente, cioè l'incontro di Via del Babuino, via del Corso, via di Ripetta, in posizione leggermente arretrata, sorgono le chiese gemelle di S. Maria di Montesanto e di S. Maria dei Miracoli anch'esse splendidi esempi di architettura barocca. L'obelisco egiziano, un tempo collocato al Circo Massimo e fatto trasportare nella piazza da papa Sisto V, si rivela poi il vero centro ottico del luogo; di convergenza per chi arriva alla piazza, di divergenza per le numerose prospettive che dalla piazza si aprono al visitatore.
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