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1. Circo Massimo · 2. Bocca della Veritá · 3. Teatro di Marcello · 4. Isola Tiberina
5. Villa Farnesina · 6. Passeggiata del Granicolo (Faro della Vittoria)
Come arrivare a Circo Massimo: metropolitana B (CIRCO MASSIMO), autobus 715


Si tratta di un percorso diversificato che parte da una testimonianza della gloria dell'antica Roma per concludersi, con una passeggiata sul colle Gianicolo che dal piazzale dominato dal Faro della Vittoria, offre il panorama più completo della città permettendo allo sguardo di spaziare da S. Pietro a Villa Borghese, da Santa Maria Maggiore a S. Giovanni in Laterano e all'Aventino.

CIRCO MASSIMO
Sulla depressione tra i colli Palatino e Aventino che gli antichi chiamavano Valle Murcia, la tradizione vuole che Tarquinio Prisco abbia fondato quello che sarebbe diventato il Circo più imponente della Roma Imperiale, il Circo Massimo. È comunque accertato che sin dai primi anni della Repubblica esisteva in Valle Murcia un recinto dedicato a gare e spettacoli.
Nel II sec., a. C., le tribune di legno, ripetutamente distrutte da incendi, vennero sostituite da costruzioni in muratura.
Successivamente, il Circo Massimo fu più volte ingrandito e abbellito. Con Augusto fu dotato del palco imperiale e dell'obelisco egiziano di Ramsete III prelevato da Eliopolie sotto Vespasiano e Tito di un grande arco a tre fornici , che serviva da ingresso. Traiano ampliò le gradinate e le ricoprì tutte di marmo; a quell'epoca il Circo poteva ospitare centocinquantamila spettatori. Gli ultimi lavori, opera di Costantino e di Costanzo II, elevarono a trecentomila i posti sulle gradinate, e arricchirono il complesso architettonico, ormai fuso con i Palazzi Imperiali del Paltino, di un secondo obelisco, oggi al Laterano. Il Circo Massimo aveva la forma tradizionale dei circhi romani, un rettangolo con uno dei lati minori arrotondato agli angoli, eccezionali ne erano invece le dimensioni: 600 metri di lunghezza per circa 100 metri di larghezza.. Gli spettacoli erano corse di bighe o quadrighe e attiravano enormi folle. L'obelisco posto sul lato arrotondato indicava la prima meta cioè la curva da affrontare in corsa.
L'ultima gara fu organizzata da Totila nel 549; con l'abbandono cominciarono anche le devastazioni che dovettero essere intensissime come fanno pensare i pochi resti pervenuti sino a noi.

PIAZZA BOCCA DELLA VERITA'
Il luogo, sede dell'antico Foro Boario è circondato da monumenti archeologici e medioevali. A destra si trovano la Casa di Crescenzio (X sec.), il Tempio della Fortuna Virile a colonne ioniche di epoca repubblicana e in posizione arretrata il Tempio di Vesta a colonne corinzie, di epoca imperiale. All'estremità sinistra della piazza si può ammirare l'Arco di Giano a fornice quadruplo con nicchie sui due piani, che appartiene al periodo della decadenza costantiniana. Oltre l'arco, sorge la chiesa di S,Giorgio al Velabro, del VI sec., con portico e campanile del XII sec., al quale si appoggia l'Arco degli Argentari, eretto in onore di Settimio Severo e di Giulia Domna (III sec.) ivi raffigurati nell'atto di sacrificare agli dei.

BOCCA DELLA VERITÁ
Il grosso disco di pietra, nato come chiusura di un pozzo e ora situato nell'atrio della Chiesa di Santa Maria in Cosmedin, raffigura una maschera di divinità fluviale la cui bocca spalancata, secondo la leggenda, è in grado di trattenere la mano dei colpevoli di menzogna.

SANTA MARIA IN COSMEDIN
Testimonianza dell'alto Medioevo, fu costruita nel VI e restaurata nel XII secolo, epoca a cui risale il bel campanile. L'interno, severo e suggestivo, è a tre navate che poggiano sulle antiche colonne che facevano parte dell'edificio annonario romano sul quale è stata edificata. La chiesa racchiude pregevoli opere cosmatesche quali il pavimento a mosaico, il candelabro pasquale, il seggio episcopale, il baldacchino dell'altare e la schola cantorum.

TEATRO DI MARCELLO
Il teatro, iniziato da Giulio Cesare e portato a compimento da Augusto nell'11 a. C., che lo dedicò al nipote Marcello morto a vent'anni, è il primo edificio di Roma a due ordini di arcate, ionico e dorico, sovrapposti. A destra del teatro si trovano tre colonne di un tempio dedicato ad Apollo Sosiano e poco oltre il Portico di Ottavia, eretto da Augusto (23 a.C.) in onore della sorella e ricostruito da Caracalla nel 203 d.C. Se ne possono ancora osservare il propileo d'ingresso con le colonne e il frontone che fa ora da atrio alla chiesa vicina. Al di là del portico si trova quello che nella seconda guerra mondiale fu il tristemente famoso ghetto degli ebrei. Era delimitato da un muro con tre porte e gli ebrei di Roma furono costretti ad abitarvi, con severe restrizioni, dal secolo XVI al secolo XIX. Lo spazio, fronteggiante la chiesa di Santa Maria del Pianto è ancora denominato Piazza Giudia. La moderna sinagoga (1917) sorge sul Lungotevere de Cenci.
Il quartiere degli ebrei è ora ricco di trattorie tipiche dove è possibile gustare dei deliziosi carciofi alla giudia e altri piatti tradizionali della cucina ebraica.

ISOLA TIBERINA
Nell'ansa del Tevere,di fronte al Teatro di Marcello, si trova l'isola Tiberina che qui è collegata alla terraferma dal ponte Fabricio, il più antico ponte di Roma (62 a.C.) pervenuto ai nostri giorni, e dal ponte Claudio che si trova sulla riva opposta. Nell'antichità l'isola era dedicata a Esculapio, dio della medicina e ancor oggi vi si trova un ospedale.
Attraversato il ponte Claudio ci si trova in via della Lungara dove al numero 230 è possibile visitare Villa Farnesina di squisita fattura rinascimentale.

VILLA FARNESINA
Villa della Lungara 230

Eretta da Baldassare Peruzzi (1508 -11) per il banchiere senese Agostino Chigi il quale la elesse a propria residenza romana, sorge ai piedi del Gianicolo, sulla riva del Tevere. L'armonia dello sviluppo architettonico e la sobrietà della decorazione legano la villa all'ambito della cultura fiorentina e ne fanno uno dei capolavori del Rinascimento italiano. Il fronte è movimentato da due avancorpi e il cornicione è animato da una fascia decorativa che corre lungo l'intero edificio. L'ingresso immette nella loggia, ricca di marmi e decorata nella volta da Raffaello, Giulio Romano e collaboratori con la Favola di Psiche. Nella stanza accanto al salone è possibile ammirare i seguenti affreschi: Galatea di Raffaello, Costellazioni di B. Peruzzi, Polifemo e Scene delle Metamorfosi di Sebastiano dal Piombo. Al primo piano si visitano il Salone delle prospettive Architettoniche (B. Peruzzi e aiuti), e la stanza da letto impreziosita dallo sfarzoso affresco di Sodoma, Nozze di Alessandro e Rossana.
L'edificio passò nel 1580 ai Farnese, il cui palazzo si trovava sulla sponda opposta del fiume e nel 1731 fu acquistato dai Borbone di Napoli. Attualmente è sede di rappresentanza dell'Accademia dei Lincei.

GIANICOLO - PASSEGGIATA DEL GIANICOLO
Questa passeggiata è ideale dopo il tramonto. Essendo piuttosto onerosa in termini di sforzo fisico, se affrontata a piedi, può essere considerata un percorso isolato, da concludere poi, con una cena annaffiata da un buon vino dei castelli, in una delle tante trattorie tipiche di Trastevere.

Come arrivarci: raggiungibile in macchina o a piedi da Via Garibaldi, al termine di Via della Scala. A Trastevere: autobus 115 da Viale Trastevere

All'ingresso del parco dopo Fontana Paola del 1600, si accede al viale che accompagna il cammino. Si raggiunge dapprima la piazza dove sorge il monumento equestre a Garibaldi dalla quale si gode una bella vista di Roma, quindi si prosegue sino a oltrepassare il monumento ad Anita Garibaldi e arrivare al Faro della Vittoria con il suo splendido panorama della città. Di qui inizia la discesa e qui ad un tornante si osserva il troncone della quercia colpita da un fulmine, sotto la quale soleva sedere il grande poeta Torquato Tasso.

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