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1. Largo Argentina - Templi della Repubblica · 2. Pantheon · 3. Montecitorio
4. Piazza Colonna · 5. Via del Corso (Via Lata) · 6. Via dei Condotti - Caffè Greco
7. Piazza di Spagna · 8. Via del Babuino · 9. Via Margutta
10. Piazza del Popolo · 11. Mausoleo di Augusto · 12. Ara Pacis · 13. Piazza Navona

Il rione Campo Marzio fu istituito il 18 maggio 1743 con documento scritto di proprio pugno da papa Benedetto XIV, ma le radici storiche di questa vasta area che ha per confini naturali la grande ansa del Tevere a ovest, e i colli Pincio a nord, Quirinale ad est e Campidoglio a sud, risalgono agli albori della Repubblica quando divenne proprietà del popolo di Roma e vi si cominciarono a costruire templi ed edifici pubblici. Il nome Campus Martis derivò alla zona dalla presenza in essa di un santuario dedicato al dio della guerra e inizialmente venne usata per le esercitazioni militari. Anche se già nel V secolo a.C. vi vennero eretti alcuni templi ed edifici pubblici, fu solo nel II secolo a.C. che iniziò la sua vera urbanizzazione con l'edificazione di grandi ville, come quella di Sallustio, alle pendici del Pincio e del Quirinale. In età imperale si distinsero per i loro interventi Domiziano, Adriano e soprattutto l'imperatore Ottaviano Augusto che fece erigere il suo grandioso Mausoleo proprio in prossimità della grande ansa del Tevere. Divenuto il cuore della città, il Campo Marzio divenne teatro di tutte le manifestazioni che comportavano un notevole afflusso di popolo, come riti e cerimonie pubbliche e sacre (i Ludi Saeculares), naumachie, giochi e gare di corse con bighe e trighe (carri trainati da tre cavalli che si tenevano nell'apposita arena denominata Trigarium), assemblee per l'espletamento di importanti funzioni pubbliche quali il censimento quinquennale della popolazione e il raduno annuale dei Comizi Centuriati durante il quale venivano elette le magistrature cittadine.
Area a più alta densità di popolazione durante le invasioni barbariche, durante il Rinascimento Campo Marzio venne scelto dalle ricche e nobili famiglie per costruirvi i sontuosi palazzi che dovevano essere le loro dimore abituali e di rappresentanza, ed ecco sorgere Palazzo Massimo alle Colonne, Palazzo Borghese, Palazzo Farnese.
Campo Marzio è tuttora il rione che la maggior parte dei romani identifica col "centro", i suoi quartieri medioevali e rinascimentali hanno conservato in gran parte l'orientamento e l'aspetto topografico che avevano anticamente. Numerose strade come ad esempio Via del Corso (l'antica via Lata, parte iniziale della Via Flaminia), Via di Ripetta, Via del Babuino, Via Margutta seguono ancora il primitivo percorso. Ciò a causa della continuità di vita che ha consentito la conservazione dell'impianto urbanistico antico.
Anche se di molti monumenti antichi ben poco è ancora visibile in quanto sono stati inglobati nel paesaggio urbano della città; rimangono riconoscibili larghe parti dell'impianto urbanistico, alcuni grandi assi viari come la già menzionata Via Lata, e gli impianti architettonici di luoghi e complessi monumentali come Piazza Navona e Palazzo Massimo alle Colonne.

Data la vastità della zona la scoperta del vero Campo Marzio è suddivisa in tre sotto-itinerari che il turista può anche modificare magari mescolando parti dell'uno con gli altri a seconda delle proprie esigenze e dei propri gusti e vincoli temporali. Chiameremo questi sotto-itinerari passeggiate.

I PASSEGGIATA - Da piazza Argentina a piazza di Spagna
Come arrivare a Largo Argentina: autobus 40, 46, 62, 63, 64, 70, 87, 119, 492, 780

Templi Repubblicani, Pantheon, Montecitorio, Piazza Colonna, via del Corso, Via dei Condotti, Piazza di Spagna

La passeggiata che inizia a piazza Argentina e si conclude a Piazza di Spagna, è un vero e proprio excursus nella storia di Roma dal periodo della fondazione della Repubblica sino ai nostri giorni passando attraverso la Roma imperiale, rinascimentale e barocca così come ce la presentano i suoi monumenti. Da ultimo, vera ciliegina sulla torta, è di rigore una sosta al caffé Greco il più famoso dei caffé storici di Roma. Il percorso previsto richiede mezza giornata, ma il nostro consiglio è di prolungare la sosta a Piazza di Spagna, prima meta di questo itinerario nel Campo Marzio, magari facendosi ritrarre da uno dei numerosi artisti che si incontrano sulla sua scalinata e concedendosi la cena in una delle coloratissime birrerie viennesi di Via della Croce.

LARGO ARGENTINA
Area Sacra di Largo Argentina - Monumenti Repubblicani

L'Area Sacra di Largo Argentina, luogo dell'uccisione di Cesare, racchiude al suo interno uno dei più importanti complessi archeologici della città: una vasta piazza lastricata con al centro quattro templi.
L'operazione di scavo, condotta affrettatamente e senza seguire criteri scientifici, ha reso difficoltoso lo studio e la comprensione dei vari momenti di costruzione e quindi dell'evoluzione dell'area che costituisce uno dei rari esempi a noi pervenuti di architettura repubblicana. I templi risalgono ad un epoca compresa tra il IV e il II sec. a. C.e hanno subito nel corso del tempo varie trasformazioni e ricostruzioni. Non essendo stati ancora identificati, vengono comunemente indicati con le prime quattro lettere dell'alfabeto.
Il tempio"A", il più a nord, verso Corso Vittorio, fu adattato al culto cristiano nel corso del IX secolo; sono ancora oggi evidenti le tracce degli affreschi e il piccolo altare.
Per il tempio a pianta circolare (tempio B) gli studiosi concordano nell'attribuire la sua costruzione a Quinto Lutazio Catulo che lo consacrò nel 101 a.C. alla Fortuna huiusce diei in ricordo della battaglia di Vercelli.
Nella sistemazione dell'area durante gli scavi, si preferì riportare al primitivo isolamento i quattro templi, demolendo anche gran parte dell'elevato di un complesso di edifici in laterizio, da identificare con l'ufficio delle acque e degli acquedotti, la cui costruzione sembra risalire all'epoca tra Claudio e Caligola e le cui murature arrivavano in alcuni punti all'altezza di ben due piani.
Durante gli scavi fu molto sacrificata anche la fase medioevale della quale vennero alla luce resti consistenti. In particolare dalla seppur scarna documentazione si evince che sull'area sorse intorno all'VIII-IX secolo un castrum (accampamento di milizie) cinto da muri costruiti con blocchi di recupero. I resti di questa fortificazione vennero quasi completamente demoliti durante lo scavo, così come le strutture medioevali della chiesa di S. Nicola dei Cesarini sorta sui resti del tempio indicato con la lettera A.

PANTHEON
Piazza della Rotonda
Ingresso: gratuito
Orario - feriali: 9.00 - tramonto, festivi: 9.00 - 13.00
Tel: 06 68300230

Il tempio, eretto per volere di Marco Agrippa, genero di Augusto, nel 27 a.C., nel corso della sua lunga storia ha subito danneggiamenti e restauri sino al completo rifacimento nelle forme pervenute sino a noi ad opera di Adriano.
È costituito da due diversi organismi architettonici: un pronao di tipo greco e un corpo cilindrico con diametro e altezza di uguali dimensioni (43.30 m) costruito interamente in mattoni con potenti archi di scarico ricavati nello spessore stesso dei muri (6.20 m).
Sostengono il pronao, coronato da frontone triangolare, 16 colonne monolitiche di granito rosa L'interno, al quale si accede oltrepassata l'antica porta in bronzo, pur nella sua estrema semplicità, invita il visitatore al silenzio e alla contemplazione. Sopra la trabeazione si innalza la sontuosa cupola a cassettoni provvista di un foro centrale del diametro di 9 metri, unica apertura alla luce esterna. Nell'antichità tutte le pareti erano rivestite di marmo e le nicchie popolate di statue, ora invece le pareti sono nude, private di ornamenti. Il visitatore può ancora ammirare nella prima nicchia un'Annunciazione attribuita a Melozzo da Forlì (XVsec.), le tombe di Vittorio Emanuele II, di Umberto I e della Regina Margherita e sotto l'edicola di sinistra, contenente una statua della Madonna del Lorenzetto, il sepolcro di Raffaello ( 1520).

MONTECITORIO
Il Palazzo, sede dal 1870 della Camera dei Deputati, presenta nell'omonima piazza, cui fa da sfondo, la sontuosa facciata iniziata dal Bernini nel 1650 e portata a termine da C Fontana nel 1694.
La monumentalità della piazza è sottolineata dalla presenza in essa dell'obelisco del faraone egiziano Psammetico II, trasportato a Roma da Eliopoli sotto Augusto per il Campo Marzio e in seguito (1792) fatto trasferire in Piazza Montecitorio da Pio VI.

PIAZZA COLONNA
Si presenta come un quadrilatero regolare delimitato a est dalla Galleria Colonna, a nord da una fiancata di Palazzo Chigi, a ovest da Palazzo Wedekind il cui portico è sorretto da sedici colonne ioniche di epoca augustea, provenienti dal tempio di Veio. Al centro della piazza si erge la colonna di Marco Aurelio da cui la piazza prende il nome.

Colonna di Marco Aurelio
Eretta per celebrare le imprese vittoriose dell'imperatore sui Germani e sui Sarmati, si compone di ventotto blocchi di marmo che le danno uno sviluppo in altezza di circa trenta metri. Il rilievo a spirale che corre lungo l'intera colonna, riporta in basso episodi della guerra contro i Germani e in alto episodi della guerra contro i Sarmati. Nel 1589 il papa Sisto V ne rinnovò il basamento e fece porre sulla cima la statua di S. Paolo.

VIA DEL CORSO
Si tratta dell'antica Via Lata, denominata in seguito Via del Corso in quanto teatro di corse di cavalli tra il XV e il XIX secolo. La via, una lunga linea retta che collega Piazza Venezia a Piazza del Popolo, è fiancheggiata da palazzi e chiese di nobile fattura che le danno un aspetto elegante e severo.
In questa passeggiata se ne percorre il breve tratto da Piazza Colonna a Largo Goldoni, caratteristico crocicchio romano, e qui giunti si svolta a destra in Via dei Condotti.

VIA DEI CONDOTTI
I condotti del nome sono quelli della canalizzazione dell'Acqua Vergine che servirono a portare l'acqua nel centro della città. È la via dei negozi eleganti. Le fa da sfondo la bellissima scalinata di Trinità dei Monti. Poco prima di arrivare a Piazza di Spagna, vi si trova il famoso caffé Greco dove si impone una sosta.

Caffé Greco
Via condotti, 86
Orari: dalle 9 alle 19.30. Domenica e lunedì dalle 10.30 alle 19
Giorno di chiusura: mai

Il caffé Greco nasce nel 1760 ad opera di un caffettiere di nome Nicola della Maddalena, greco di origine. Il locale che si caratterizzò subito come luogo di ritrovo per letterati e uomini di cultura provenienti prima dall'Europa, quindi da ogni parte del mondo, raggiunse il massimo del suo splendore nel XIX secolo allorché vi si cominciò a servire il caffé nelle tipiche tazze cerchiate d'arancio. È stato immortalato da Guttuso in una tela che lo ritrae appunto con gli intellettuali del suo tempo. L'interno del locale è una sorta di labirinto di stanzette collegate fra di loro, stracolme di testimonianze e ricordi, come quadri, foto, lettere autografate. Gli ambienti interni assolutamente da non perdere sono: la cosiddetta prima sala, con una pregevole esposizione di quadri raffiguranti Roma Antica, realizzati da Vincenzo Giovannini fra il 1870 e il 1880, l'omnibus" così chiamata per la disposizione dei tavolini che la rende simile ad un vagone dello storico Orient Express, e infine la sala rossa rivestita di damaschi e ornata da una grande scultura di un fauno. In un angolo si trova una libreria che contiene tutti i documenti e i libri che testimoniano la storia del caffè. Questa è la stanza dove si riuniscono varie associazioni che fanno capo al Caffè Greco, ed è qui che sono accolti gli ospiti di riguardo.

PIAZZA SPAGNA - TRINITÁ DEI MONTI
La piazza, denominata di Spagna per la presenza in essa dell'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede, si stende ai piedi del colle Pincio ed è ornata al centro dalla singolare fontana della barcaccia di Pietro Bernini, padre di Gianlorenzo. La fontana fu fatta costruire a ricordo di una drammatica inondazione della città causata dallo straripamento del Tevere.
Fa da sfondo alla Piazza il superbo Palazzo di Propaganda Fide, centro delle missioni cattoliche, la cui facciata prospiciente la piazza è opera del Bernini, mentre quella sulla via omonima, più articolata, si deve al Borromini. Accanto al palazzo si erige la colonna ottocentesca dell'Immacolata.
La meraviglia che tuttavia coglie chi visita Piazza di Spagna per la prima volta è tutta per la spettacolare scalinata, opera di F. De Sanctis e A. Specchi (1721 - 1725) che fa della piazza la più alta realizzazione urbanistica del settecento romano. La scalinata si snoda in una successione mirabile di rampe e terrazze con un andamento ora rettilineo ora curvilineo, ora concavo, ora convesso sino a raggiungere la piazza superiore dove si innalzano la superba facciata e i campanili gemelli della Chiesa di Trinità dei Monti fatta costruire per conto del governo francese perché i fedeli residenti a Roma avessero un proprio luogo di culto.
All'interno della chiesa si possono ammirare due affreschi (Assunzione e Deposizione) di Daniele da Volterra(XVI secolo). Lo spiazzo antistante la chiesa offre una bella vista della scalinata e di via dei Condotti e uno scorcio panoramico della città in cui dominano le cupole di San Carlo al Corso e di San Pietro.
Una Curiosità
Spingendosi sino all'angolo formato dalla convergenza di Via Sistina con Via Gregoriana il turista troverà il Palazzetto Zuccari (XVIII secolo), progettato da Federico Zuccari e noto con l'appellativo di casa dei mostri (monster: dal latino col significato di mirabile, sorprendente e non nell'accezione attuale di mostruoso, sgradevole) perché le finestre ai lati e il portone d'ingresso sono modellati con figure grottesche.
Venne abitato dalla regina di Polonia Maria Sobiesky.

II PASSEGGIATA - Da piazza di Spagna a piazza Navona
Piazza di Spagna, Via del Babuino, Via Margutta, Piazza del Popolo, Mausoleo di Ottaviano Augusto, Ara Pacis, Palazzo Borghese, Palazzo Altemps, Piazza Navona

Usciti da Piazza di Spagna il nostro viaggio all'interno del rione Campo Marzio procede. In questo tratto di strada il turista avrà modo di comprendere la continuità di vita in questa parte della città dove in ogni epoca le famiglie blasonate di Roma hanno voluto lasciare la loro impronta attraverso opere architettoniche mirabili.
La passeggiata inizia a Piazza di Spagna e si conclude a Piazza Navona.

VIA DEL BABUINO e VIA MARGUTTA
Via del Babuino una delle arterie per lo shopping elegante si caratterizza per i suoi numerosi negozi d'antiquariato. Lungo la via si trova l'omonima fontana ornata da una grottesca faccia di sileno, il babuino appunto, al quale la via è intitolata. In Via del Babuino,al numero civico 50 si scopre poi un caffè situato in un'atmosfera suggestiva all'interno dell'atelier di scultura Canova Tadolini che fa orario non stop dalle 8.00 alle 20.00 (chiuso domenica).
Svoltando a destra all'incrocio con la prima traversa, si incontra via Margutta isolata dal traffico e famosa per le sue botteghe artigianali e le gallerie d'arte storiche. Nella via si trova la fontanella rionale di Campo Marzio chiamata la Fontana degli Artisti perché presenta un fregio sul quale sono raffigurati pennelli, colori, cavalletti.

PIAZZA DEL POPOLO
La piazza si apre maestosa ai piedi del Pincio, espressione compiuta delle regole urbanistiche di rinnovamento della città del periodo barocco, che vogliono dare risalto gli assi viari corrispondenti ai percorsi delle classi privilegiate. La sua sistemazione definitiva agli inizi del XIX secolo si deve a G.Valadier che ne progettò anche la rampa a terrazze che la congiunge al Pincio. Di forma ellittica, presenta sull'asse minore due esedre (emicicli) ornate al centro da fontane con gruppi scultorei e alle estremità da quattro statue che raffigurano le stagioni. Al centro del lato Nord si trova la Porta del Popolo a tre fornici con l'interno disegnato dal Bernini e l'esterno realizzato da Nanni di Baccio Bigi su disegno, si presume, di Michelangelo. Sul lato opposto della piazza, allo sbocco del famoso tridente, cioè l'incontro di Via del Babuino, via del Corso, via di Ripetta, in posizione leggermente arretrata, sorgono le chiese gemelle di S. Maria di Montesanto e di S. Maria dei Miracoli anch'esse splendidi esempi di architettura barocca.
L'obelisco egiziano, un tempo collocato al Circo Massimo e fatto trasportare nella piazza da papa Sisto V, si rivela poi il vero centro ottico del luogo; di convergenza per chi arriva alla piazza, di divergenza per le numerose prospettive che dalla piazza si aprono al visitatore.
In questa piazza non mancano i locali caratteristici. Qui la nostra scelta è caduta sul Bar Gelateria Rosati, altro importante luogo di riferimento della dolce vita reso famoso dall'omonimo film di Fellini. L'orario di apertura è dalle 7.30 alle 23.30 e non effettua chiusura infrasettimanale.
Lasciata Piazza del Popolo ci si inoltra inVia di Ripetta e la si percorre, costeggiando il Tevere, sino a raggiungere il Mausoleo di Ottaviano Augusto.

MAUSOLEO DI AUGUSTO
Sepolcro di Ottaviano Augusto e dei principali membri della famiglia Giulio - Claudia domina una vasta piazza presso la riva del Tevere. Trasformato in fortezza durante il Medioevo, fu restituito alla sua antica funzione nel 1936, dopo un attento ripristino. Il monumento, che risale al I secolo d.C., consiste di tre corpi concentrici di cui il più elevato, di forma tronco conica esibiva alla sommità, la statua bronzea dell'imperatore contornata da cipressi tuttora presenti. L'interno contiene una serie di cunicoli anulari al centro dei quali si trova la cella con le ceneri dell'imperatore.

ARA PACIS AUGUSTEAE
Lungotevere in Augusta (zona:Villa Borghese - Barberini)
Orario: feriali: ore 9.00 alle 17.00, festivi: 9.00 - 13.30
Telefono: 0668806848

Eretto originariamente (13 - 9 a.C.) in prossimità dell'odierna via del Corso, per celebrare la pace stabilita in tutto il mondo romano dopo le conquiste di Spagna e Gallia, l'altare fu ricostruito nel 1938, in occasione delle celebrazioni per il bimillenario di Augusto in piazza Augusto, in un moderno padiglione a lato del Mausoleo. L'attenta ricostruzione di G. Moretti ci restituisce un'opera in cui i frammenti originali mancanti, in quanto sparsi in vari musei del mondo, sono stati integrati con copie fedeli, in gesso. L'ara si presenta come un recinto quadrato con l'altare al centro cui si accede attraverso una gradinata di marmo bianco e con le superfici decorate con fregi e rilievi tra i quali ricordiamo la Processione Imperiale di Augusto e dei membri della sua famiglia.

PALAZZO BORGHESE
A pochi passi dal Mausoleo di Augusto in piazza Borghese, si trova il Palazzo Borghese tardo-rinascimentale che per il prospetto singolare i romani chiamano il Cembalo indicandone poi la parte frontale con l'affettuoso appellativo di Tastiera. I lavori, iniziati nel 1560 su disegno del Vignola, si protrassero per 50 anni sino a che il palazzo non venne acquistato dal cardinale Borghese, il futuro papa PaoloV, che commissionò a Flaminio Ponzio di portare a compimento l'opera (1614). Il Palazzo, del quale si può ammirare un cortile interno con portico e loggia ornato da fontane rococò, ha ospitato sino al 1891 la collezione d'arte del cardinale Borghese, esposta attualmente alla Galleria Borghese.

PALAZZO ALTEMPS - MUSEO NAZIONALE ROMANO
Piazza S. Apollinare,44
Orari: 9.00-19.30 chiusure: tutti lunedì, 25 dic., 1 gen.
Tel: 06.6833759
Ingresso: a pagamento
Sito internet: http://www.archeorm.arti.beniculturali.it
Come arrivarci: autobus 30, 70, 81, 87, 87D, 116, 186, 204, 492, 628

L'edificio, risultato dall'accorpamento graduale di varie dimore medioevali, avvenuto tra il '400 e 'il '600, è stato restaurato di recente a cura del Ministero dei Beni Culturali. Il Museo ospita reperti provenienti da collezioni private, in seguito passate allo Stato. Di particolare rilievo la collezione Boncompagni Ludovisi di statue in marmo che decoravano i viali e i giardini della villa di proprietà del cardinale Ludovico Ludovisi sul Quirinale. Quando, alla fine dell'ottocento, la villa venne distrutta, lo Stato riuscì ad acquisire un centinaio delle originali 450 sculture tra le quali ricordiamo il gruppo del Galata suicida, Oreste ed Elettra, e il famoso originale greco del V secolo Trono Ludovisi. Sotto le arcate del portico settentrionale è possibile ammirare quattro delle quindici sculture esposte e provenienti dalla collezione del cardinale Marco Sittico Altemps. Di cospicuo rilievo sono poi i materiali egizi provenienti dal santuario di Iside e Se rapide del Campo Marzio e i reperti dello scavo del santuario siriano del Gianicolo.

PIAZZA NAVONA
Isolata dal traffico, è una delle piazze più spettacolari e caratteristiche della Roma barocca. Il suo impianto geometrico di forma rettangolare con i lati corti arrotondati, ripete quello dello stadio di Domiziano, sul quale sorge.
Dominano la piazza le tre fontane, tra le quali spicca in posizione mediana la Fontana dei quattro Fiumi (Nilo, Gange, Danubio, Rio della Plata simboleggianti rispettivamente Africa, Asia, Europa, America), singolare opera del Bernini con al centro una scogliera sovrastata da un obelisco, imitazione romana di un obelisco egizio. Sul lato sud della piazza si trova la Fontana del Moro sempre del Bernini, mentre sul lato Nord la Fontana del Nettuno costruita nell'ottocento.
Tra gli edifici che circondano la piazza emerge, sul lato ovest, la facciata concava della Chiesa di S. Agnese in Agone i cui campanili gemelli e l'alta cupola sono opera del Borromini.
La piazza è stata per secoli teatro di corse, giostre, feste popolari delle quali sopravvive ancor oggi la festa della Befana accompagnata da un suono assordante di trombette.

III PASSEGGIATA - Da piazza Navona a piazza Campo dei Fiori
Piazza Navona, Palazzo Braschi, Palazzo Massimo alle Colonne, Palazzo Farnese, Piazza Campo dei Fiori

Passeggiata alquanto distensiva che ha come meta finale Piazza Campo dei Fiori sempre molto animata in qualunque ora del giorno e anche a notte inoltrata. Il turista può scegliere di dedicare a questa visita della città, la cui durata stimata è di tre ore, la mattinata o il pomeriggio concludendo il suo peregrinare in uno dei locali tipici che si affacciano numerosi su Piazza Campo dei Fiori.

PALAZZO BRASCHI e MUSEO di ROMA
Piazza di San Pantaleo, 10 (Piazza Navona)
Orari: tutti i giorni ore:9.0 - 19.00; chiusure: tutti i lunedì., 25 dic, 1 gen., 1 mag.
Ingresso a pagamento
Tel: 06 67108350
Sito Internet: www.museodiroma.it
Come arrivarci: autobus 75 - 75D
Eretto nel 1780 da Cosimo Morelli per i nipoti di papa Pio VI, fu l'ultima dimora principesca costruita a Roma dalle famiglie papali. Di forma trapezoidale ha un ingresso sulla base minore in piazza Pantaleo, mentre la base maggiore si affaccia sulla via di Pasquino dove, addossato al Palazzo, si trova un torso mutilo d'età ellenistica (III sec. a.C.) raffigurante Menelao che sostiene il corpo di Patroclo. Si tratta del famoso Mastro Pasquino diventato celebre soprattutto per le satire, dette Pasquinate, affisse dal popolo sul piedistallo, al tempo dello Stato Pontificio.
Recentemente riaperto al pubblico dopo un accurato intervento di restauro, il Museo documenta la vita culturale, sociale e storico-artistica di Roma dal Medioevo alla prima metà del '900.
Il Palazzo ospita anche il Gabinetto Comunale delle Stampe e l'archivio fotografico comunale con numerose testimonianze sui temi della veduta, dell'archeologia e del ritratto. Elemento di spicco dell'edificio è lo scenografico scalone di accesso. La struttura si articola su 18 colonne di granito rosso i cui capitelli sono ornati con gli stemmi araldici delle famiglie Braschi e Onesti. L'atrio principale del Palazzo, a pianta ovale, è ornato di colonne in marmo cipollino con capitelli dorici e basi in marmo bianco.

PALAZZO MASSIMO ALLE COLLONNE
Corso Vittorio Emanuele II, 141

Vero gioiello del Rinascimento, capolavoro di B Peruzzi che vi lavorò dal 1532 al 1536, fu costruito sui resti dell'Odeon di Domiziano. La fronte convessa e a bugnato piano, è mossa da uno splendido porticato a sei colonne in stile dorico. Il Palazzo è costituito da un complesso di tre edifici. Finissimi stucchi dello stesso Peruzzi decorano il portico e l'androne di accesso al primo cortile. Il palazzo è aperto ai visitatori un solo giorno all'anno e precisamente il 16 marzo per commemorare la miracolosa guarigione di Paolo Massimo avvenuta nel 1583, ad opera di S. Filippo Neri.
Si raggiunge Piazza Farnese percorrendo vicolo della Cancelleria e superando Pazza Campo dei Fiori.

PALAZZO FARNESE
Il Palazzo, eretto nell'omonima piazza, ornata da due fontane a tazza, in origine collocate nei giardini delle Terme di Caracalla, è la massima espressione del gusto classicista dei primi decenni del XVI secolo. I lavori di costruzione, iniziati nel 1525 da Antonio di Sangallo il Giovane per il cardinale Alessandro Farnese, salito nel 1534 al soglio pontificio col nome di Paolo II, furono portati a termine, causa la morte del Sangallo, da Michelangelo.
Il Palazzo, che si impone sul tessuto urbano per la sua grandiosità e unitarietà di costruzione, pur essendo dovuto a mani diverse, è attraversato da tre ordini di finestre a tabernacolo di derivazione classica. La finestra centrale con balcone, lo splendido cornicione e gran parte del cortile sono opera del Michelangelo.
Il cortile, un vasto e luminoso quadrato al quale si accede dal portico preceduto da un atrio del Sangallo in cui le lucide colonne di granito che sorreggono una volta a botte determinano forti contrasti chiaroscurali, costituisce il nucleo centrale dell'intero palazzo.
Di grande pregio estetico per la monumentalità delle proporzioni (occupa in altezza due piani) e la ricchezza nell'arredo è il Salone, con alle pareti arazzi riproducenti gli affreschi di Raffaello per l'appartamento di papa Giulio II in Vaticano. Sulla parete di fondo del salone vanno ricordati lo splendido camino che presenta ai lati due sculture allegoriche, la Pace e l'Abbondanza di Guglielmo della Porta. Al primo piano si apre infine la celebre Galleria affrescata con soggetti mitologici da Annibale Carracci e dal Domenichino.

PIAZZA CAMPO DEI FIORI
Il vocio del mercato, i suoi colori e la varia umanità che la anima, dà alla piazza un senso di allegria e di vitalità coinvolgente che neppure il monumento a Giordano Bruno, che rievoca un momento molto triste della storia d'Italia, quello della Santa Inquisizione che condannò il filosofo come eretico nel 1600, riesce a cancellare. La toponomastica fa discendere il nome della piazza o da Flora, la donna amata dall'imperatore Pompeo, o dal mercato che ancora la caratterizza, poiché a fine giornata la piazza si presenta coperta di erbe e fiori. Fare shopping nei suoi negozi tipici, magari di specialità alimentari proprie della zona, oppure sostare in uno dei tanti bar e locali che le danno quel tocco di romanità che la contraddistingue, fanno concludere in bellezza la passeggiata.

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